Intervista ad Antonietta Meneghel, titolare.

L’azienda agricola è nata 21 anni fa, ma per quanto riguarda questo tipo di prodotti tutto è cominciato 14 anni fa su imput del consorzio agrario, i seminativi non avevano più uno sbocco a livello di reddito, allora abbiamo deciso di provare con gli ortaggi. Lo facciamo comunque per passione, siamo in tre (siamo io, mio marito e mio cognato) ma ognuno di noi ha il suo lavoro. Abbiamo iniziato con i cavolfiori, però a livello di grossista, mandando ad una cooperativa in Emilia, ma è stata una grossa delusione. Allora ci siamo messi in contatto con un grossista di Sacile che ora ha chiuso l’attività, mettendo i prodotti che chiedevano loro: sveglia alle 5 per la raccolta, consegna da loro per le 7, in modo che poi potessero portarla ai loro clienti, tutti negozi abbastanza piccoli.

Con il passare del tempo abbiamo iniziato a chiederci perché non potevamo vendere direttamente qui da noi, le cose sono cambiate, ora facciamo così, non ci alziamo più alle 5, e ciò che produciamo lo vendiamo tutto qui.

Mission e tipo di agricoltura

Come prodotti coltiviamo un po’ di tutto quello che è di stagione, principalmente ortaggi ma anche qualcosa di frutta, come ciliegie, pesche, pesche-noci, mele, pere, prugne, albicocche. Come dimensioni abbiamo circa un ettaro e tre di terreno. Adesso di ortaggi ci sono zucchine, piselli, cipolle, cappucci… La nostra agricoltura non è biologica, ma cerchiamo comunque di limitare l’utilizzo di trattamenti; poi ad esempio il classico problema dello zucchino, l’oidio, si risolve con un semplice passaggio di acqua e bicarbonato, insomma cerchiamo di fare le cose in maniera migliore possibile, visto che ciò che vendiamo lo mangiamo anche noi.

Abbiamo due serre coperte, di cui una fissa, il resto a cielo aperto, e i campi sono tutti qui intorno a casa. Solitamente raccogliamo al mattino, in caso facciamo una seconda raccolta in base a cosa serve. La gente è contenta magari anche di aspettare 5 minuti se sa che vai a raccogliere il prodotto fresco sul momento. Tutto è di giornata, e tutto viene venduto qui.

A condizionare poi il tutto ci sono anche i cambiamenti climatici, si percepisce. Non puoi più fare affidamento perché se un ciclo produttivo è di 60 giorni, possono diventare 80 come diventare 40, non c’è più una regola. E poi ci sono questi estremi, siamo passati dai 10 gradi ai 26, quindi le piante ne risentono tantissimo se la temperatura non è costante.

Rapporto con i cittadini e le altre realtà del territorio

Tante volte mi hanno chiesto perché non siamo entrati a far parte di Campagna Amica, etc. La pubblicità è fatta dai clienti che vengono, di cliente in cliente, e secondo noi è la cosa migliore. Poi vediamo che di ciò che produciamo non rimane quasi nulla, quindi siamo soddisfatti. Se qualche volta ci sono eccedenze diamo in beneficenza alla Caritas o alla parrocchia, soprattutto magari nel periodo estivo come ad esempio le zucchine.

Poi comunque ci sono altre attività come la nostra intorno, e non vogliamo dare fastidio a nessuno.

Vision rispetto al futuro e alla città

Al momento di fatto per noi è un hobby, non è la nostra attività principale ma speriamo, avendo anche un figlio che fa agraria, che un giorno possa diventarlo.