Durante l’esplorazione partecipata del 23 aprile, abbiamo avuto modo di visitare un’azienda ortofrutticola a conduzione familiare, appena fuori Cordenons. Nata immediatamente come biologica, l’azienda è in continua espansione grazie agli investimenti fatti passo passo dai suoi soci. Loro merito è anche convertire in ortoculture e frutteti terreni da anni dedicati esclusivamente al frumento.

Intervista a Silvio Martini, socio dell’azienda.

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Mission e tipo di agricoltura
La nostra è un’azienda biologica certificata dal 1999. Principalmente qui lavoriamo io e mia sorella e i nostri genitori ci danno una mano. Questa attività l’ha avviata la mamma, con un appezzamento di terra di 6500mq e una serra. Siamo subito partiti con il biologico, abbiamo avuto la certificazione IMC, che adesso è stata assorbita dalla CCPB, che è un altro organismo di controllo. Da quel momento, piano piano, abbiamo sempre aumentato e siamo arrivati a 6/7000 metri solo di serre e 12 ettari di estensione totale. Abbiamo sempre cercato di fare tutto senza chiedere prestiti in banca o altro, ma con le nostre risorse. Si cerca sempre di trovare terreni in affitto o in vendita vicino. Nel giro di un chilometro qui intorno abbiamo i frutteti, le patate e dall’anno scorso un ettaro di olivi. Il terreno più lontano è quello dove metteremo mais quest’anno ed è sotto l’acquedotto a Pordenone.
Principalmente produciamo ortaggi, facciamo un po’ di fieno per gli animali (galline, conigli, qualche capra) che ancora non vendiamo. Ma è una cosa che faremo perché a breve, dopo 10 anni di attesa, finalmente, faremo un agriturismo.
Produciamo tutti gli ortaggi di stagione, tutto l’anno, tranne la carota: stiamo facendo delle prove, ma non è un terreno facile questo. Per il resto di tutto: pomodori, melanzane, peperoni, cetrioli, le insalate, cappucci, angurie, meloni, mele, pesche, albicocche, ciliegie e altra piccola frutta come mirtilli e lamponi perché sono prodotti che non hanno bisogno di molte attenzioni e hanno anche molta risposta nel mercato.
Noi teniamo parecchio all’ordine, cerchiamo di piantare siepi, di tenere bello l’ambiente attorno perché comunque è anche quello a richiamare la gente. Abbiamo avuto attriti iniziali con gli agricoltori intorno. Non essendo biologici i terreni intorno, dobbiamo mantenere le fasce di rispetto. Man mano stanno iniziando a capirlo anche gli altri.

Rapporto con i cittadini e le altre realtà del territorio
Siamo partiti subito con la vendita diretta, anche perché non avevamo superfici per fare grandi quantitativi. Potevamo avere i prezzi più bassi, la vendita diretta è più flessibile. Noi puntiamo sulla vendita in azienda perché ci piace far vedere alla gente come lavoriamo. In estate va bene, in inverno un po’ meno perché non abbiamo ancora lo spaccio chiuso. I mercati però, che adesso facciamo, ci sostengono bene. Siccome non teniamo i prodotti in frigo, la gente deve avere 10/15 minuti di tempo perché noi andiamo a raccogliere i prodotti direttamente dall’orto e li imbustiamo. Questa è una cosa che ci piace, però la gente ancora non la sente tanto. Se qualcuno ha fretta può chiamarci prima e, quando arriva, la spesa è pronta. Lo svantaggio della vendita di questo tipo è il tempo, perché, soprattutto nei periodi in cui lavoriamo molto, dobbiamo interrompere il lavoro per venire a vendere. Facciamo anche le consegne per i gruppi di acquisto. Quando sono nati, con questi Gruppi si lavorava bene, vendevamo 50/60 cassette alla settimana, andavamo a Sacile, Budoia e Pordenone. Adesso quella è una cosa che piano piano sta scemando e non so quanto ancora andrà avanti perché mi capita ultimamente di muovermi per una decina di cassette e quindi non ci conviene più. Noi lavoriamo tanto con cittadini di Pordenone, Aviano, Roveredo, Polcenigo. Si passano parola tra famiglie, vengono a turno. Noi ci sposteremmo per gruppi sostanziosi di persone, non ci sarebbero problemi.
Attualmente lavorano con noi tre ragazzi in borsa lavoro, per cui collaboriamo con la ASL. Qualcuno è rimasto anche 3/4 anni. Quelli a cui piace fare questo lavoro qui si trovano bene. Io ho frequentato dei corsi per fattoria didattica e sociale, solo che non faccio ancora fattoria didattica perché mi manca l’ambiente dove accogliere la gente. Ma in futuro, con l’attività di agriturismo, vorremmo farlo.
In estate fanno stage qui ragazzi delle scuole, soprattutto dall’Agrario di Spilimbergo. Abbiamo collaborato con il Villaggio del Fanciullo (Fondazione Opera Sacra Famiglia, ndr), accogliendo ragazzi con disabilità.

Vision rispetto al futuro e alla città
L’agriturismo è un’idea che è partita già 10 anni fa, poi per varie vicissitudini in comune e burocrazia non siamo mai riusciti a portarla a termine. Vorremmo fare anche trasformazione dei prodotti, conserve. Ci mancherebbe il vino, ma, almeno per il momento, non vedo neanche la possibilità di farlo. Inoltre, dobbiamo costruire un nuovo spaccio agricolo con le celle frigo per la frutta e le stalle nuove e vogliamo fare un piccolo parco giochi perché la gente possa venire con i bambini.
Invece di usare molti siti e pubblicità, abbiamo deciso di puntare su Facebook. Mia sorella e suo figlio stanno seguendo un corso perché secondo me questa cosa merita di essere sviluppata, ma soprattutto usata bene. Mi piace l’idea di fare la foto dell’orto, metterla in rete e mostrare “cosa ho di bello oggi”, eccetera.
Il futuro, se si risolvesse qualcosa dal lato di tasse e burocrazia, lo vedrei veramente roseo. Ci piacerebbe riuscire a prendere lavoratori, adesso non me lo posso permettere. Ma se la politica ci venisse un po’ incontro potrebbe esserci lavoro per un po’ di persone.