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Con la presente bozza di progetto, Legambiente Pordenone intende proporre un’alternativa, amica dell’ambiente e di valorizzazione storica, urbanistica e sociale, al progetto che l’attuale amministrazione comunale di Sacile intende realizzare con la Circonvallazione Est della città.

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La proposta di Legambiente Pordenone intende soddisfare i seguenti bisogni sentiti e manifestati da una buona parte della cittadinanza (Comitati di S. Odorico, Comitato Bosco Urbano e Comitato di San Michele-Ronche):

(i) invertire le politiche di consumo del suolo portate avanti, nel corso degli anni, dalle varie amministrazioni di Sacile. Secondo l’ultimo rapporto 2015 dell’ISPRA (Istituto Superiore e per la Protezione e la Ricerca Ambientale) sul consumo di suolo in Italia, Sacile, con il 21%, figura, tra i comuni del pordenonese e della Regione Friuli Venezia Giulia che hanno consumato più suolo, rispettivamente al quarto e al tredicesimo posto [1];

(ii) tutelare e valorizzare il patrimonio naturalistico e storico-urbanistico della città. Il progetto, che l’attuale amministrazione intende realizzare con la Circonvallazione Est, insiste su una parte del territorio ad alto valore naturalistico e storico;

(iii) ridurre il rischio di esondazioni nella città. Come è già stato dimostrato in vari studi, il progetto, che l’attuale amministrazione intende realizzare insiste su una parte del territorio a rischio esondazione. Costruire un altro sottopasso basso per camion aumenterebbe i rischi rispetto alle esondazioni e, in caso di crisi del sottopasso di Via Giuseppe di Vittorio, dividerebbe il comune solo per quanto riguarda i camion spostati sulle due bretelle autostradali. La proposta di Legambiente di recuperare il sottopasso di Via Balliana permetterebbe, invece, di rimanere alti rispetto alle falde;

(iv) favorire il recupero di aree della città abbandonate e ad alto valore storico, culturale, sociale ed urbanistico ed il collegamento delle frazioni. Il progetto proposto da Legambiente Pordenone prevede il ripristino ed il recupero del ruolo storico e sociale di Via Balliana che collega il centro storico con la frazione di S. Odorico e la Chiesa della medesima frazione. Con la chiusura del passaggio a livello e la costruzione del sottopasso ciclo-pedonale, l’area ha perso il suo valore urbano. In passato, Via Balliana era utilizzata frequentemente dalla cittadinanza per passeggiare dal centro alla frazione di S. Odorico. La strada, inoltre, ha un rilievo storico e culturale che risale al ‘500 epoca in cui la famiglia Ragazzoni acquistò il feudo di Sacile. Legambiente Pordenone propone quindi di utilizzare i fondi a disposizione dell’amministrazione (circa 3,5 milioni di euro) per la ristrutturazione del sottopasso ciclo-pedonale trasformandolo in un sottopasso alto circa 2,3 metri. In particolare il sottopasso di Via Balliana potrà operare in condizioni di normalità come collegamento pedonale e ciclabile e, nel caso di impraticabilità di quello di Via Giuseppe di Vittorio, percorribile anche dalle macchine, mediante idonea segnalazione variabile di avviso. Con il presente progetto si ridarebbe, quindi, valore urbano ad una strada fino ad ora dimenticata e si ricollegherebbero le due parti della città, si ridurrebbe il traffico intenso che si crea di frequente nell’area, si offrirebbe un’alternativa viaria accessibile alle macchine in caso di malfunzionamento e allagamento del sottopasso di Via Giuseppe di Vittorio, si utilizzerebbero i fondi a disposizione in modo più oculato ed efficiente in quanto 3,5 milioni di euro basterebbero per realizzare la nostra proposta, migliorare il sottopasso di Via Giuseppe di Vittorio e rimarrebbero dei soldi per realizzare qualche intervento, nelle altre frazioni di Sacile, di adeguamento all’accessibilità dei portatori di handicap o piste ciclabili o per rendere efficace la gestione del traffico nelle diverse soluzioni (sottopasso allagato e non) con l’adozione di segnali luminosi a messaggio variabile (recentemente “tollerati” dal Ministero dei Trasporti) da collocare lungo le direttrici di percorrenza più significative;

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(v) incentivare l’utilizzo di suolo pubblico rispetto alla pratica delle espropriazioni. Con il progetto proposto da Legambiente si utilizzerebbe suolo pubblico abbandonato invece che creare frizioni con le proprietà del territorio oggetto di espropriazioni nel caso di realizzazione del progetto pensato dall’attuale amministrazione.

[1] Il consumo di suolo in Italia – Edizione 2015, ISPRA, http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/il-consumo-di-suolo-in-italia-edizione-2015, scaricato il 29 ottobre 2015.