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La taviella era lo spazio produttivo più ampio e coltivato intensivamente di tutta la vallata. Per secoli è sato un laboratorio alimentare che ha ospitato diverse tradizioni, compresa la tardiva introduzione del mais e della patata. Un tempo qui si coltivavano i cereali utili per il pane, soprattutto sorgo e segale, ma anche i fagioli, le rape in varietà che oggi non conosciamo più. Fino a due anni fa la maggior parte della taviella è stata usata per spargere suli prati che hanno sostituito i coltivi il liquame di un vicino allevamento di conigli. Oggi invece una grande parte di quello che era il luogo dei coltivi da zappa è pascolato da giovani manze.

Nell’uscita abbiamo portato i partecipanti a vedere anche quello che resta di un castello in terra e legno del XI secolo che abbiamo scoperto nel 2003 durante quella edizione di Scarpe&Cervello.